giovedì 2 ottobre 2014

The train and train station: International travel is back to the glory days

















From the wonder of the first steam train in the early 1800’s, to the excitement of dining on the orient express, from cruising through Japanese suburbs to rumbling through Eastern Europe on a Eurorail pass, few inventions have contributed to international travel, migration and trade like the train. 

Trains opened up new worlds and opportunities. Lettuce from California could be shipped to New York without it rotting; a banker could get from Paris to Rome quickly and in comfort. Areas of land that were previously inaccessible became accessible and people could be moved out of overcrowded cities.

The ability to travel to foreign places had (and has) a direct impact on increasing our social, cultural, and political knowledge, and the speed in which we could do it created the need for standardized international time zones as we know them today. Currently trains transport around 40% of world’s cargo and have contributed to economic growth and human expansion all over the world.

With the introduction of cars and air travel, trains and their stations fell into decay, but with the rise in oil prices we are suddenly witnessing a major revival.  Railway and station growth is significant, public infrastructural investment in rail travel has been growing for the past 20 years across the globe, as it is a quicker, cheaper and more environmentally friendly alternative to driving on congested roads.

Train stations themselves were and still are a hub of urban activity and represent the glory and prominence of a town or city. A terminus employs hundreds of people and neighboring hotels employ hundreds more, and, a station provides important commercial space as most people enter or exit a city through a railway terminus. With the unprecedented growth of bullet trains and overall rail travel we are seeing investment in new and important architectural developments worldwide that confirm a cities prominence today and, finally, bring the glory back to train travel.

Here are 5 of the world’s most spectacular rail stations 

Southern cross (Melbourne, Australia)

Originally built in 1859, it was renovated in 2005 to include an undulating roof that covers an entire city block. 

WTC Transportation Hub (New York, USA)

When open in 2015, it will include retractable 150-foot-high glass-and-steel "wings" that will allow natural light into the rail platforms 60 feet below street level. 

Gare do Oriente (Lisbon, Portugal)

Distinguished by its unique roof, the steel skeleton covers eight elevated tracks and their corresponding platforms, with the roof resembling the underside of a leaf. 

Gare de Liege-Guillemins (Liege, Belgium)

Features an ultra-modern glass and steel façade, the wave-like ribbed roof suggests movement over the thousands of commuters that flow under it daily. 

Chhatrapati Shivaji (Mumbai, India)

India's busiest station and a UNESCO World Heritage site, the immense structure features a mixture of gothic turrets, stone domes and pointed arches.

Choo choo, see you at the next station 

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www.makaitalia.com



References: 

Edition.cnn
Trainhistory.net
Tony Judt
Mostlyeconomics.wordpress


martedì 23 settembre 2014

La spanakopita di Kate e della nonna yia yia


















Sentite già la mancanza dell’estate? Per sentirvi ancora in vacanza, provate a cucinare la “Spanakopita” una torta salata tipica della cucina Greca.

Ho vissuto a Creta per 7 anni, mangiavo la maggior parte delle volte pietanze della cucina greca fatte in casa, si faceva a gara per chi riusciva ad ottenere la mascella della testa della capra o gli occhi del pesce, guardavo metri di intestino farciti con frattaglie, fagioli in salsa rossa e la zuppa di lenticchie con alici.  “stifado,” “kakavia,” “dolmadakia,” “giouvestsi,” “kalamaraki,” “oktapothi.”

Nonna “yia yia” Afrodite preparava un piatto fresco tutte le mattine. Nella sua cucina spartana, con il suo piccolo coltello da tavolo spuntato, affettava finemente, spezzettava, spelava, macellava, qualsiasi cosa le fosse capitato quel determinato giorno.

Barattava il formaggio mizithra con l’agnello, il sale con le uova, si raccoglievano le lumache nei giorni di pioggia, e la “horta” (erbette) che cresceva sui lati ombrosi delle montagne.

“Yia yia” tagliuzzava direttamente all’interno della sua vecchia ed amata padella di alluminio, aggiungendo dell’olio d’oliva, i pomodori e del sale lasciando il tutto cuocere a fuoco lento. La maggior parte delle volte era tutto già pronto prima ancora che mi svegliassi. Il pranzo, non aveva un orario fisso, si mangiava a qualsiasi ora si sentisse la fame, la padella era li ad aspettare, il pane pronto ed affettato sul tavolo ricoperto da un tovagliolo e la “kalitsounia”, tenuta al caldo tra due piatti.

Ahhh la kalitsounia, una piccola tortina tonda, a semicerchio o quadrata farcita con formaggio mizithra, formaggio malaka o erbette verdi. Fritta o al forno. Come aperitivo o come dessert. Per tutto l’anno e fatta in casa.

Mi sono innamorata della “spanakopitaki” che serviva la nonna, una versione della “kalitsounia” con spinaci e formaggio. La guardavo cucinare e osservandola ho imparato da lei, ora preparo anche io questo piatto ovunque mi trovi. È una ottima pietanza adatta ad un party o una semplice cena. Se siete capitati a maka durante una delle nostre feste infatti, l’avrete sicuramente assaggiata.

Ecco la mia versione semplificata: 

La spanakopita di Kate e della nonna yia yia

L’impasto:

Bisognerebbe avere una buona manualità e il giusto tempo da dedicare per la preparazione di un buon impasto fatto in casa, ma molto spesso, facilito la preparazione comprando la pasta filo già pronta. Voi però potreste comunque provare a fare l’impasto, ecco la ricetta:

Mescolare mezzo kilo di farina (farina 00), un pizzico di sale e aggiungere due cucchiai di olio di oliva e acqua q.b. (oppure la “tsikoudia”, che qui in Italia non troverete sicuramente, ma che potrete sostituire con della grappa) fino a creare una pagnotta morbida (senza renderla appiccicosa). Lasciarla riposare per circa 30 minuti.

Se utilizzate la pasta filo surgelata, lasciatela scongelare e maneggiatela molto delicatamente, così da non romperla.

La farcitura: mix di spinaci

Rosolare o far lessare gli spinaci, o a qualsiasi altra verdura a foglie verdi abbiate scelto di usare, per 5 minuti (potete usare anche una goccia d’olio ma non è strettamente necessario). Strizzate il tutto e inseritelo in una ciotola, aggiungete un pizzico di sale. Da qui poi, potete incorporare quello che preferite, la ricetta originale aggiunge aneto e formaggio mizitrha. Ma voi potete optare per la feta o la ricotta, aggiungere menta, cipolla, pepe.

Le tortine

Stendere l’impasto molto finemente, senza lasciarlo rompere e tagliarlo con la forma e la misura che preferite. Circolare, (da ricoprire o chiudere con un’altra forma circolare) quadrato, oppure un unico strato steso su una teglia (coprirlo con la farcitura così da rendere il tutto più veloce e metterlo direttamente in forno.)

Per la “spanakopita” a bocconcini

Create delle piccole formine e riempitele con un cucchiaio della vostra farcitura, ponendolo al centro, piegare poi gli angoli o ricoprire con un altro strato di pasta pressando leggermente. Se state usando la pasta filo, spennellare con dell’olio per poter sigillare il tutto bene (funziona da collante.) Non farcire troppo altrimenti durante la cottura il ripieno potrebbe fuoriuscire.

Friggere queste piccole taschine con un po’ di olio caldo in una pentola, dorandole da entrambi i lati, fino a che non le sentite sfrigolare. Se preferite cuocerle al forno, irroratele col rosso d’uovo e lasciatele cuocere per 20 minuti a 180 gradi.

Per la torta salata “spanakopita”

Ungere una teglia abbastanza grande e oblunga, stendere sopra l’impasto, ricoprire con uno strato di farcitura e chiudere con un altro strato di pasta filo poi spennellare con dell’olio o col rosso d’uovo sbattuto. Se usi la pasta filo già pronta, potresti sovrapporre più fogli insieme spennellandoli con dell’olio fra di loro.

Infornate per 20 minuti a 180 gradi fino a quando si ottiene una bella doratura. Servirla tagliata a quadratini così da renderla ancora più facile da assaggiare e appetitosa!

Questo è una di quei piatti che definirei “Νόστιμο” “nosteemo” (appetitoso).

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lunedì 22 settembre 2014

Destinazione: Oktoberfest


















Trascorri qualche giorno tra fisarmoniche, Lederhosen, baffi, salsicce, Schnitzel, gente alticcia che canta con le guance rosse e bariste prosperose che trasportano boccali e boccali da Maß (1 litro di birra).

L’Oktoberfest a Monaco è quel posto in cui ogni anno migliaia di tedeschi e di turisti si radunano in tendoni, ristoranti o per strada per bere quanta più birra possibile.

La birra in Bavaria è una vera e propria cultura, tanto quanto lo è il vino in Italia e in Francia. Deve essere fatta solo con luppolo e orzo che rispondano ai requisiti di Purezza Bavarese.

Per l’annuale Oktoberfest i più importanti produttori di birra tedeschi montano degli enormi stand allineati con tavoli per bere birra e bevono la birra di loro produzione; dal primo giorno in cui il sindaco spilla la prima birra dalla botte tra gruppi musicali, parate e spettacoli, si stima che vengano bevuti ogni anno circa 6 milioni di litri di birra.

Il primo Oktoberfest è stato una celebrazione di una settimana tenutasi nell’ottobre del 1810 in onore del matrimonio del principe bavarese Ludwig. I festeggiamenti ebbero un così grande successo che vennero ripetuti ogni anno e spostati al mese di settembre per godere di un clima serale migliore, anche se l’ultimo giorno cade ancora nel mese di ottobre. 

Ecco 10 parole tedesche che possono esservi utili mentre vi godete l’Oktoberfest: 

Maß un litro di birra, importante unità di misura bavarese

Prost! salute!

Brezn Pretzel bavarese – ce n’è bisogno per assorbire l’alcol

Ogschdocha alticcio

Fetznrausch completamente ubriaco

Mingga Monaco

Duachanand caos, confusione

Tirolerhüte il cappello alpino verde che tutti indossano

Gamsbart tradizionale decorazione per cappelli, ogni visitatore come si deve dovrebbe averne uno

Kuaze Lederhose corti (pantaloni di cuoio), che si contrappongono ai Lederhose lunghi che coprono il ginocchio. Un vero bavarese dovrebbe avere tutti e due i tipi.

Fingahackln sport bavarese. Due uomini si tengono per il dito medio e provano a tirare l’avversario verso di sé sul tavolo. Attività molto popolare durante l’Oktoberfest

A tutta birra!

l’Oktoberfest è gratuito, la birra costa circa 8 euro a boccale
dal 21 settembre al 6 ottobre 2014
dalle 10 alle 22:30, nei weekend dalle 9 alle 22:30
Monaco

Per maggiori informazioni visita:

www.oktoberfest.de


maka language consulting
www.makaitalia.com 


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Eye on Oktoberfest



Spend a few days among accordions, lederhosen, and moustaches, sausages, and Schnitzel, rosy-cheeked drunks singing and busty bar maidens carrying fistfuls of “mass” beer steins.


Oktoberfest in Munich is where thousands of Germans and tourists alike gather in tents, in restaurants and on the streets to drink as much beer as they possibly can. 


Beer in Bavaria is a culture as is wine in Italy and France. It must be made with only hops and barley for Bavarian Purity requirements. At the yearly Oktoberfest the main German brewers set up Massive tents lined with tables for drinking beer and drink beer they do, from the day 1 when the Major taps the first barrel through the bands, parades and performances, an estimated 6 million liters of beer is drunk.


The First Oktoberfest was a weeklong celebration held in October 1810 in honor of the Bavarian Crown Prince Ludwig’s marriage. The festivities were so successful that they were repeated annually and moved into September to take advantage of a better evening climate, the last day still falls in October.



Here are 10 German words that can help you enjoy Oktoberfest



Maß one liter beer, important Bavarian measurement

prost! cheers

Brezn Bavarian pretzel – you need this to soak up the alcohol

ogschdocha tipsy

Fetznrausch totally drunk

Mingga Munich

duachanand chaos, confusion

Tirolerhüte the green alpine hat everyone is wearing

Gamsbart traditional Bavarian hat adornment, every proper Oktoberfest visitor should posses one

Kuaze short Lederhose (leather pants), as opposed to long Lederhose, which cover the knees. A real Bavarian possesses both kinds of pants

Fingahackln Bavarian sport. Two men hook their middle fingers and try to pull the opponent over the table. Popular activity at the Oktoberfest



It’s all about the beer



Oktoberfest is free, the beer costs about 8 euro per stein

September 21 – October 6 2014

10-22:30 weekends 9-22:30

Munich

For more information


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