mercoledì 22 gennaio 2014

Per il Made in Italy il futuro passa dal web




Ancora indietro nel processo di internazionalizzazione, a causa di conoscenza approssimativa dei mercati esteri, risorse finanziarie inadeguate e scarsa preparazione linguistica, le piccole e medie imprese (PMI) trovano nel web un supporto fondamentale per raggiungere nuovi mercati e potenziali clienti.

Lo certifica un’indagine Doxa. Le medie imprese che utilizzano efficacemente il web detengono il 54% di relazioni internazionali, mentre quelle “non digitali” si fermano al 35%. Il risultato si concretizza nelle esportazioni: oltre 10 punti percentuali in più per le “digitali” (87 contro 74). Un dato ancor più impressionante emerge se si analizzano le PMI: le aziende “digitali” aumentano di 4 volte la presenza di relazioni internazionali (32% contro l’8%).

Eppure, la fotografia del momento attuale vede una scarsissima presenza sul web delle PMI: se tra le media imprese almeno una su due intrattiene rapporti con l’estero, per le aziende di dimensioni minori la percentuale scende al 12%. Solo il 13 % delle PMI ricerca controparti estere su internet.

Per uscire dalla crisi e avere successo sui mercati globali, oltre alla visione imprenditoriale e alla qualità del prodotto, è indispensabile farsi conoscere sulla rete, utilizzare strumenti di e-commerce e-adverstising, comunicare attraverso i social network.

Fare business in Indonesia o in Peru è possibile, anche per un piccolo produttore di scarpe del distretto del Brenta oppure per una casa vinicola siciliana. Basta crede nelle tecnologie del futuro, avere una agenzia di traduzioni di fiducia al proprio fianco e saper comunicare in inglese.

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venerdì 10 gennaio 2014

Come migliorare il tuo inglese: i 7 trend del 2014

















Complice la crisi economica, nel 2013 sempre più persone hanno deciso di imparare l’inglese per migliorare la qualità di vita e le prospettive di lavoro. Abbiamo discusso con i nostri trainer ed esperti linguistici per individuare i trend da seguire per imparare le lingue straniere.

1 | Il futuro dell'insegnamento è (anche) online
Il training online è un trend ormai da diverso tempo, ma quest’anno aspettati di trovare sempre più soluzioni online innovative che offrono una grande flessibilità e interattività.

2 | Enfasi sulla pratica
Nel 2014 ci saranno più informazioni e prodotti destinati alla pratica. Potrai esercitarti tramite app, e-book e materiale multimediale, senza però trascurare il buon vecchio libro di testo e l’insegnante in aula, che rimangono sempre la soluzione migliore.

3 | Corsi express ma intensivi
Quest’anno corsi più brevi ma più intensivi, visto che la maggior parte di noi ricerca corsi che siano smart senza perdere troppo tempo. E’ una tendenza che trova anche un riscontro scientifico; diversi studi infatti confermano come l’apprendimento intensivo permetta di imparare e  conservare più informazioni , così migliorerai in tempi brevi e con risultati duraturi.


4 | Cross training
Il 2014 consacrerà definitivamente il cross training, cioè il miglioramento di una lingua attraverso un mix di tutte le modalità di apprendimento disponibili: lezioni in aula per necessità ad hoc, app su smartphone per grammatica, video su youtube per il listening, lezioni virtuali e via skype, webinar, workshop, eventi, corsi di conversazione per lo speaking.

5 | Skill specific training
Con l’esigenza moderna di fare di più in meno tempo, i corsi organizzati davvero su misura e flessibili aumenteranno sempre più, perché ti permettono di conciliare le lezioni di inglese con gli impegni di lavoro, il budget personale e gli obiettivi personali. Puoi scegliere lo stile di apprendimento, l’orario, la durata, l’intensità, la flessibilità e la modalità di pagamento preferiti.

6 | Mini-gruppi
I mini-gruppi  (da 2 a max 6 persone) continueranno ad essere di grande impatto per l’apprendimento anche quest’anno, dando ancora più importanza alle boutique linguistiche e sempre meno ai grandi franchising. Una buona notizia per tutti: a prezzo contenuti potrai seguire dei corsi che migliorano la disciplina, creano un “senso di appartenenza” al gruppo e consentono al teacher di conoscerti e capire meglio le tue esigenze, così ti sentirai più a tuo agio, e la scuola diventerà la tua “seconda casa”.

7 | Coaching
È forse il trend più importante del 2014. Il coaching, una tecnica interattiva che prevede l’assistenza di un formatore su specifici progetti lavorativi, aiuta a risolvere le mansioni quotidiane, creare documenti in lingua straniera e portare a termine determinate mansioni come prepararsi per un viaggio o preparare una presentation. Utilissima per coloro che hanno frequenti contatti con l’estero.

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lunedì 30 dicembre 2013

2 europei su 3 sogna di vivere altrove
















Secondo il sondaggio ufficiale 2013 Gallup International la maggior parte di noi sogna di vivere una vita migliore altrove nel mondo. Solo il 38% degli europei occidentali e il 32% degli europei orientali dichiarano di essere contenti dove vivono, mentre la maggior parte di quelli che non lo sono desidera raggiungere un Paese di lingua inglese per migliorare le proprie prospettive.

Come negli anni scorsi, gli Stati Uniti si confermano anche nel 2013 la prima destinazione scelta per costruirsi una nuova vita, ma sono tallonati da vicino da Canada e Australia. Gli australiani sono sicuramente i più contenti della propria condizione, dato che il 66% dichiara di essere felice in Australia.

Source:


2 Europeans out of 3 dream to live somewhere else in the world

According to the official 2013 Gallup International poll most of us dream of a better life somewhere else in the world. Only 38% of Western Europeans and 32% of Eastern Europeans are happy where they live and of those most dream to move to an English speaking country to improve their prospects.

As in past years, the United States is the first choice of places to build a new life, but the States are now closely followed by Canada and Australia. Australians are definitely happier overall with their lot as an amazing 66% of them are content where they are.

Source:
http://www.bbc.co.uk/news/world-25496299

martedì 17 dicembre 2013

Le parole di Itanglese più cool del 2013




In questo periodo dell’anno, in cui tutti tracciano un bilancio e si preparano a nuovi progetti per l’anno che verrà, abbiamo pensato di condividere con voi le parole inglesi più cool ormai entrate a far parte del nostro quotidiano.

L'italiano infatti, come tutte le altre lingue, si evolve continuamente. Subisce le influenze delle altre lingue e del momento storico in cui si sta vivendo.

È quindi naturale che ci siano sempre più parole provenienti dall'inglese anche nella nostra lingua. E questo non vale solo per i più giovani, ma anche per tutti coloro che lavorano e si confrontano quotidianamente con contesti internazionali.




brand
E' una parola entrata in uso comune da molto tempo col significato di "marchio", ma negli ultimi anni ha ampliato la propria diffusione dall'ambito del marketing e della comunicazione per raggiungere nuovi contesti come la finanza (pensiamo ad esempio alla valorizzazione economica del brand).

ceo
Letteralmente chief executive officer, indica l’amministratore delegato di un’azienda. Il termine si è ormai diffuso internazionalmente, soprattutto nel mondo del lavoro.

cupcake
Sono i dolcetti più in voga del momento! Si tratta di una mini-torta cotta in un pirottino come quello utilizzato per la preparazione dei muffin. I cupcake vengono poi decorati con praline di zucchero e altri topping.

fashion
Traducibile come moda, questo termine ha assunto un significato più ampio e nell’accezione corrente indica tutto quello che sono le tendenze ed i trend del momento.

fitness
Deriva dall’aggettivo fit, che significa essere adatto, essere in forma. Negli ultimi anni ha assunto sempre di più questo secondo significato, oltre che indicare le attività fisiche per tenersi in forma.

follower
Letteralmente significa seguace, oggigiorno con questa parola indichiamo le persone che seguono i nostri update sui social network più famosi quali twitter o instagram.

make up artist
Signore, scordatevi del truccatore! Oggi si va dal make up artist che oltre a truccarti in modo professionale ti consiglia sui prodotti migliori più adatti al tuo tipo di pelle e ti tiene aggiornata su tutte le ultime novità in arrivo dal resto del mondo. 

selfie
Decretata parola dell’anno 2013 dall’Oxford Dictionary, indica l’autoscatto fatto con lo smartphone e condiviso sui social network, è una passione che accomuna vip e persone comuni.

seo
E' un acronimo che significa Search Engine Optimization, un’attività che consente il facile reperimento del sito internet da parte degli utenti che cercano sui motori di ricerca e determina l'aumento del volume di traffico qualificato che un sito web riceve.

web designer
Si occupa della codifica in linguaggio web di una bozza grafica realizzata da un graphic designer. Spesso i  web designer sono esperti anche nel campo del graphic design, mentre è più rara la situazione inversa.


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venerdì 13 dicembre 2013

Benvenuti nel villaggio di Babbo Natale



Il Natale arriva una volta l’anno, ma c’è un luogo dove si respira sempre la sua magia: a Rovaniemi, in Finlandia, nel cuore del Circolo Polare Artico.

Benvenuti al Santa Klaus Village, dove Babbo Natale trascorre 12 mesi l’anno. In estate cammina tra i boschi più belli del mondo mentre prepara i regali per il Natale e si prende cura degli animali del Ranua Park, la bellissima riserva naturale dove mangia e beve in libertà anche l’orso polare!

Il lungo inverno invece lo passa tra una camminata nordica, serate spese attorno al fuoco in una ”kota sami” (le tipiche tende finlandesi), rilassanti saune e un saluto agli amici del Museum Arktikum, dove si trovano straordinarie testimonianze sul mondo artico.

Ma soprattutto, dai primi di dicembre fino alla vigilia di Natale, tutto il villaggio è in fermento:  i bambini e le famiglie di tutto il mondo arrivano per visitare la grotta dove Babbo Natale e gli elfi stanno preparando le slitte, strapiene di regali.

La notte del 24 inizia la magia: le renne guidano le slitte di legno per portare i doni ai bambini e alle bambine di tutto il mondo.

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martedì 10 dicembre 2013

Il calcio, un fenomeno globale
















Il calcio è uno sport amato e praticato in tutto il mondo, dai marciapiedi delle favela brasiliane agli stadi tedeschi dal prato perfetto. È lo sport che unisce due stranieri in una conversazione e interi Paesi durante la Coppa del mondo. I giocatori vengono scambiati da una squadra all’altra e da nazione a nazione, e vengono seguiti da allenatori e manager con background internazionali. Ci sono fan dell’Arsenal in California e del Barcellona in Australia. Il calcio, insomma, è davvero uno sport globale.

Sono soprattutto le franchigie inglesi ad avere una rete di supporter estesa a livello globale, grazie alla redditizia vendita dei diritti televisivi ceduti ai network asiatici molto tempo fa. Da Hanoi a Bangkok a Kuala Lumpur, dovunque atterrino in Asia, i giocatori della Premier League sono trattati come star.

Eppure vi è ancora una vastissima fascia di fan da conquistare, sia in Asia che altrove nel mondo, e in quest’ottica si stanno muovendo businessmen e imprenditori intelligenti da cogliere l’opportunità. Erick Thohir, un carismatico imprenditore indonesiano, ha recentemente comprato il 70% delle quote azionarie dell’Inter, mentre vi sono speculazioni sul possibile acquisto della Roma da parte del magnate cinese Wang Jianlin.

Una nuova, più intensa globalizzazione del calcio italiano creerà un seguito maggiore e più internazionale per le squadre italiane, con effetti positivi sull’immagine del Belpaese nel mondo e la possibilità di un aumento degli investimenti stranieri in entrata.

Kick it! Globally.

Reference


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The renewed globalization of soccer

Soccer is loved and played all over the world, from the backstreets of the ghettos of Brazil to the lush green stadiums of Germany. It unites countries during the World Cup and unites strangers in conversation. Players are traded from team to team and country to country, and managers are transnational. There are Arsenal fans in California, and Barcelona fans in Australia. Soccer is truly global.

English Premier League teams especially have a global fan base; players are treated like rock stars when they land in cities like Hanoi, Bangkok, and Kuala Lumpur as viewing rights were strategically sold to Asian television networks long ago. 

There is still however a largely untapped fan base to be had in Asia and across the world and smart movers are getting in on the game. Erick Thohir, a charismatic Indonesian businessman recently purchased a 70% stake in the Italian Inter Milan with the intention of taking it more global, and the Chinese businessman Wang Jianlin is evaluating the purchase of the Italian Roma F.C. 

A revamped globalization of Italian soccer will create a larger and more international following for teams across the world which can only have a positive effect of how Italy is seen globally and may even lead to increased investment locally. 

 Kick it! Globally.


Reference


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giovedì 5 dicembre 2013

Nuovo boom dell’edilizia in Medio Oriente. E gli italiani cosa aspettano?


Burj al-Arab hotel, Dubai






Grattacieli altissimi, centri commerciali da fare invidia a Harrods e La Fayette, palazzetti del ghiaccio, isole artificiali, nuovi aeroporti, autostrade, treni ad alta velocità e piattaforme logistiche di ultima generazione.

Benvenuti nel Golfo Persico, terra di forti contrasti e paradossi, dove nonostante il deserto è in atto un boom edilizio spinto dalle entrate derivanti dal petrolio e gas naturale.

La spesa in conto capitale, cioè quel budget previsto dal bilancio statale per la realizzazione di investimenti, è in continua crescita nei Paesi del Golfo dal 2004 (Qatar National Bank).

In particolare, il settore edilizio ha registrato ritmi di crescita del 5% annuo negli ultimi 5 anni. Mentre nelle pianure europee si costruisce sempre meno, nei deserti arabi il valore dei megaprogetti in corso di realizzazione supera i 1,5 triliardi di dollari, a cui andranno ad aggiungersi altri 900 $ mld da qui al 2020.

Le grandi compagnie di costruzione italiane sono già presenti in loco con la gestione di progetti molto importanti (ad esempio, la costruzione della metro di Jedda affidata a Salini Impregilo). 

Mancano invece all’appello le piccole e medie imprese, che ancora non hanno compreso la magnitudine delle opportunità presenti a Dubai, Kuwait City, Doha o Abu Dhabi e stentano ad internazionalizzare le proprie attività.

Il momento è quello giusto per aprire pizzerie, gelaterie, vendere scarpe artigianali, offrire corsi di cucina, insomma  portare il made in Italy in luoghi dove è apprezzato, richiesto e ben remunerato .

Reference:
http://country.eiu.com/article.aspx?articleid=1731030957&Country=Qatar&topic=Economy&mkt_tok=3RkMMJWWfF9wsRoju6nNZKXonjHpfsXw6%20glX66g38431UFwdcjKPmjr1YcITsV0aPyQAgobGp5I5FEPQrPYRK1jt6QEXw