venerdì 1 aprile 2016

Pesce d’aprile!












Siamo tutti molto cauti nell’affrontare il primo giorno di Aprile: sappiamo benissimo che uscire di casa significa essere potenzialmente soggetti a scherzi bonari di ogni tipo, ma d’altra parte non vediamo l’ora di fare noi stessi burle a colleghi ed amici.

Questa giornata, celebrata in tutto il mondo, ha origini molto antiche risalendo addirittura all’epoca dei Romani che festeggiavano l’Hilaria il 25 Marzo, ma se ne trova anche traccia nella cultura Indù che celebra l’Holi all’equinozio di primavera.

Non sappiamo bene da dove nasca la tradizione del Pesce d’Aprile, ma forse si può correlare alla festa di Capodanno che, prima dell’entrata in vigore del Calendario Gregoriano, veniva celebrata tra il 25 Marzo e il 1 Aprile con lo scambio di pacchi dono. Spostando al 1 Gennaio il capodanno si è pensato bene di regalare pacchi vuoti per scherzo per ricordare le antiche festività di Aprile.

Un’altra versione ipotizza che i pescatori del passato, non trovando pesci nei primi giorni di aprile, tornassero in porto con le reti vuote e subissero per questo lo scherno dei compaesani.

Nel mondo il 1 Aprile si celebra in vari modi:

in Scozia viene chiamato Gowkie Day, da gowk che vuol dire cuculo e sembra che proprio gli scozzesi abbiano inventato il popolare scherzo di attaccare un foglio sulla schiena del malcapitato con su scritto kick me, calciami;

in Francia, per festeggiare il giorno in cui il sole lascia il segno dei pesci per entrare in quello dell’ariete, i bambini attaccano un poisson di carta sulla schiena dei propri compagni;

in Germania la tradizione vuole che il primo aprile 1530 fosse il giorno in cui entrava in vigore la riforma monetaria, e i più furbi contavano di arricchirsi sulle spalle di coloro che non ne erano al corrente. Ma il gioco gli si ritorse contro quando la riforma non venne attuata.


E voi, che scherzi avete fatto o subito il primo aprile?

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giovedì 31 marzo 2016

Keep calm and scopri l’origine di questo motto























Alzi la mano chi non ha mai letto la frase “Keep calm and carry on”. NESSUNO.

Quello che in pochi sanno, però, è che questo tormentone non è stato creato da un genio del marketing dei nostri giorni, ma risale addirittura alla metà del XX secolo.

Nel 1939 il Ministero dell'Informazione, incaricato di gestire la comunicazione con la popolazione nel Regno Unito, creò alcuni poster di propaganda per rassicurare i cittadini preoccupati per la guerra in atto.

I primi due messaggi, che vennero affissi a settembre di quell’anno, erano questi: "Your Courage, Your Cheerfulness, Your Resolution Will Bring Us Victory" (Il vostro coraggio, la vostra allegria e la vostra tenacia ci porteranno la vittoria) e "Freedom Is in Peril. Defend It With All Your Might" (La libertà è in pericolo. Difendetela con tutte le vostre forze).

Keep calm and carry on era l’ultimo dei messaggi commissionati, ma il governo inglese diede disposizione di utilizzarlo solo in caso di gravi crisi o invasioni. Ne furono stampate due milioni e mezzo di copie, che rimasero inutilizzate fino a quando i proprietari di una piccola libreria nel Nord Est dell’Inghilterra, la Barter Books, acquistarono un baule di libri usati e trovarono al suo interno anche copie di questi manifesti.

Da questo caso fortuito è nata un’icona del 21° secolo, conosciuta oggi nel Regno Unito e in tutto il resto del mondo.



Fonte:
http://www.huffingtonpost.it/andrea-passadori/vera-storia-keep-calm-carry-on_b_6491858.html

venerdì 25 marzo 2016

Let’s Celebrate Shakespeare












ll 23 Aprile saranno passati 400 anni dalla morte di Shakespeare, ma perché il poeta inglese è così famoso e attuale? 

Chi non conosce William Shakespeare, autore di commedie e tragedie teatrali, poeta che ha composto alcuni fra i più bei versi della lingua inglese (ricordiamo il discorso di Amleto, o la pazzia di Otello, o ancora le streghe di Macbeth), ma pochi sanno il perché del suo successo.

Shakespeare è il primo a scrivere testi teatrali che parlano sia all’alta società che alle classi più povere. Coinvolge il suo pubblico con scenografie e trame dettagliate e precise, accattivanti e particolari.

I monologhi dei suoi personaggi sono ancora oggi attuali e conosciuti, non hanno perso nulla del fascino che li permeava quando venivano recitati sul palcoscenico del Globe Theatre, il famosissimo teatro costruito apposta per coinvolgere il pubblico.

Chi di noi non ha mai sognato di entrare nel mondo incantato di Oberon e Titania, chi non ha mai riso per lo scambio di coppie ne “La dodicesima notte” o non ha pianto con Romeo per la sua Giulietta.

Per celebrare l’anniversario della sua morte il Governo inglese ha organizzato diverse iniziative, con un occhio alla modernità (cercate l’hashtag #Shakespearelives) e uno alla tradizione: tournée teatrali, festival internazionali in 110 Paesi, convegni ed incontri.

E non dimenticate: non c’è nulla di più bello di “La Tempesta” letto in lingua originale.

Reference: 

martedì 23 febbraio 2016

12 film da guardare per migliorare il tuo inglese















Uno dei modi più efficaci per migliorare l’inglese è vedere film e serie tv in lingua originale: affinerai la capacità di ascolto e la fluidità, amplierai il vocabolario e la proprietà di linguaggio. 

Questi 12 film, scelti in relazione al livello di partenza, ti aiuteranno a raggiungere il tuo obiettivo.

Principianti/Elementary
1. Il libro della giungla (The Jungle Book)
2. Forrest Gump (Forrest Gump)
3. Aladdin (Aladdin)

Pre-intermediate
4. Il mio grosso grasso matrimonio greco (My Big Fat Greek Wedding)
5. The Social Network (The Social Network)
6. La casa sul lago del tempo (The Lake House)

Intermediate
7. Matrix (Matrix)
8. La fabbrica di cioccolato (Charlie and the Chocolate Factory)
9. The terminal (The Terminal)

Advanced
10. Pulp Fiction (Pulp Fiction)
11. Il discorso del Re (The King’s Speech)
12. Le Idi di marzo (The Ides of March)

Reference:

mercoledì 10 febbraio 2016

Come ho migliorato l'inglese - i miei 5 trucchi


















L’inglese è sempre stato una sfida per me, mi ritrovo oggi a doverlo usare per lavoro tutti i giorni e se non lo conoscessi, sarei  davvero in difficoltà. Ma, devo ammettere che non sono arrivata fin qui per caso, diciamo piuttosto che sono stata un po’ furba, cercando di fare piccoli passi ogni giorno, senza arrendermi mai. Ecco svelati alcuni dei miei trucchi :) 

1. Intrattenimento: musica, serie tv e film 
La  prima volta che sono entrata in contatto con l’inglese avevo 7 anni e ancora mi suona in testa la canzoncina per imparare l’alfabeto. La mia infanzia, come quella di tutti i bambini, è stata parecchio influenzata dai cartoni animati della Disney, ma il trucco è stato quello di vederli sempre in lingua originale. Penso che questo sia stato il mio segreto: guardare tutti i film che mi piacevano in inglese, imparare a memoria le canzoni più orecchiabili e usare il più possibile i modi di dire e lo slang che ricavavo dai film.

2. Written words, qualsiasi cosa
Direi che la svolta per me è stato “Il signore degli Anelli”: adoro quel libro e non so quante volte l’ho letto. Poi un giorno, finalmente, ho deciso di comprare la versione in lingua originale e di gustarmi così fino in fondo quella storia intricata ed unica. Come tanti altri bambini ed adulti, mi sono appassionata ai libri di Harry Potter, tanto da rileggerli più e più volte per trovare sempre nuove espressioni da imparare! In inglese il linguaggio è molto semplice e sono facilissimi da leggere. Dai fumetti alle riviste ai post su facebook o su instagram, leggete qualsiasi cosa. 

3. Cruciverba 
Compilare cruciverba è una passione che coltivo da bambina, così mi è venuto naturale “trasferirla” anche all’apprendimento dell’inglese. La piccola sfida con l’autore del cruciverba in italiano si è trasformata in una doppia sfida con il cruciverba in inglese: indovinare le parole che conosco e impararne sempre di nuove.

4. PARLA 
Fai l’italiano e parla con chiunque! Ho sempre sfruttato ogni occasione per parlare: dal breve viaggio all’estero allo studente straniero seduto vicino a me in metro o in treno. Me ne sono sempre fregata della mia pronuncia o del mio vocabolario del momento: tanto ricordatevi che solo il 7% della nostra comunicazione avviene tramite la parola, il resto lo fa il nostro linguaggio del corpo. Sembrerà strano, ma in questo modo ho migliorato sia la pronuncia che il vocabolario.

5.Ascoltatevi 
Alcuni anni fa ho iniziato questo breve esercizio: leggo ad alta voce un piccolo testo (può essere un breve articolo di giornale, una pagina di un libro) e mi registro. Ascoltarmi mi ha aiutato a riconoscere degli errori che non pensavo di commettere e a migliorare la fluidità. Tempo impiegato? 5 minuti al giorno.


Agnese Belloni
project manager
maka language consulting