venerdì 14 ottobre 2016

10 inglesismi dal mondo dei social media che non puoi fare a meno di conoscere










È innegabile: i social media stanno modificando il nostro modo di parlare. Sempre più giovani e professionisti utilizzano o coniano nuovi termini prendendoli in prestito da quella che è la lingua franca per eccellenza: l’inglese. 

Immaginate se quindici anni fa qualcuno si fosse rivolto a voi utilizzando parole come trollare, twittare, googlare, editare, postare o taggare. Avreste sicuramente aggrottato la fronte e avreste chiesto al vostro interlocutore di parlare in italiano.

Alcuni dei cambiamenti linguistici sono davvero inevitabili, in quanto riempiono un vuoto semantico: nella frenetica vita d’ufficio è sicuramente più semplice e immediato dire: “Mi potresti zippare la directory?” invece di “Potresti creare un archivio di file formato zip relativo all’elenco dei nostri contatti?”.

Ma altre parole importate dall’inglese sono i cosiddetti “prestiti di lusso”, ovvero sinonimi di alcuni concetti semplici che potrebbero essere tranquillamente espressi in italiano come schedulare invece di fissare una data; brieffare invece di informare, fare un riassunto; forwardare invece di inoltrare; e infine stoppare invece di fermare.

Ecco 10 inglesismi presi dal mondo dei social media che non puoi fare a meno di conoscere:

1. Trollare: deriva da troll, originariamente un essere dall’aspetto sgradevole e di natura demoniaca ostile agli esseri umani che nello slang di internet è chi posta di proposito messaggi offensivi e provocatori in forum o chat allo scopo di creare zizzania.
- Smettila di trollare su quel forum!
- Stop trolling that forum!

2. Twittare: deriva da tweet che in inglese è il cinguettio degli uccelli ma anche una serie di brevi pensieri non connessi tra loro; per questo oggi fa riferimento ai messaggi di 140 caratteri che possono essere postati su qualsiasi argomento sul popolare social network Twitter.
- Tweet me your phone number.
- Twittami il tuo numero di telefono.

3. Postare: deriva dal verbo inglese to post che vuol dire pubblicare, e si utilizza quotidianamente per parlare di qualsiasi contenuto (foto, testo, tweet) pubblicato sui social network.
- Have you already posted the pictures of our trip?
- Hai postato le foto del nostro viaggio?

4. Chattare: deriva dal verbo to chat, ovvero chiacchierare, ma nel gergo di internet fa riferimento a tutte le conversazioni scritte che avvengono attraverso i social.
- Are you chatting with other girls?
- Stai chattando con altre ragazze?

5. Googlare: deriva dal verbo inglese to google cioè cercare sul motore di ricerca Google, ed è uno degli inglesisimi più usati.
- If you don’t know that, just google it!
- Se non lo sai allora googlalo!

6. Bloggare: deriva dal verbo to blog, ovvero partecipare ad un blog o scriverne i contenuti.
- Pamela doesn’t go out much. She’s too busy blogging about her cookery classes.
- Pamela non esce molto. È troppo impegnata a bloggare sul suo corso di cucina.

7. Editare: deriva dall’inglese to edit e vuol dire modificare il contenuto di un messaggio, un testo o un post.
- How do I edit a post I’ve already shared?
- Come faccio a editare un post che ho già condiviso?

8. Taggare: deriva dall’inglese to tag che vuol dire letteralmente etichettare. Nello slang di internet significa identificare una persona in una foto o in un aggiornamento di stato.
- Don’t tag me in this picture, I don’t like it!
- Non mi taggare in questa foto, non mi piace!

9. Flaggare: deriva dall’inglese to flag, cioè segnalare qualcuno o qualcosa.
- Judith95 keeps trolling the forum. We must flag her comments to the moderators.
- Judith95 continua a trollare sul forum. Dobbiamo flaggare i suoi commenti ai moderatori.

10. Brandizzare: deriva dal verbo inglese to brand e vuol dire caratterizzare un prodotto apponendogli un brand per renderlo più riconoscibile.
- We should brand our blog contents if we want people to recognise our products.
- Dovremmo brandizzare i contenuti del blog se vogliamo che la gente riconosca i nostri prodotti.

E voi? Quanti altri inglesismi utilizzate ogni giorno senza quasi rendervene conto?

Reference:





10 inglesismi dal mondo dei social media che non puoi fare a meno di conoscere











È innegabile: i social media stanno modificando il nostro modo di parlare. Sempre più giovani e professionisti utilizzano o coniare nuovi termini prendendoli in prestito da quella che è la lingua franca per eccellenza: l’inglese. 

Immaginate se quandici anni fa qualcuno si fosse rivolto a voi utilizzando parole come trollare, twittare, googlare, editare, postare o taggare. Avreste sicuramente aggrottato la fronte e avreste chiesto al vostro interlocutore di parlare in italiano.

Alcuni dei cambiamenti linguistici sono davvero inevitabili, in quanto riempiono un vuoto semantico: nella frenetica vita d’ufficio è sicuramente più semplice e immediato dire: “Mi potresti zippare la directory?” invece di “Potresti creare un archivio di file formato zip relativo all’elenco dei nostri contatti?”.

Ma altre parole importate dall’inglese sono i cosiddetti “prestiti di lusso”, ovvero sinonimi di alcuni concetti semplici che potrebbero essere tranquillamente espressi in italiano come schedulare invece di fissare una data; brieffare invece di informare, fare un riassunto; forwardare invece di inoltrare; e infine stoppare invece di fermare.

Ecco 10 inglesismi presi dal mondo dei social media che non puoi fare a meno di conoscere:

1. Trollare: deriva da troll, originariamente un essere dall’aspetto sgradevole e di natura demoniaca ostile agli esseri umani che nello slang di internet è chi posta di proposito messaggi offensivi e provocatori in forum o chat allo scopo di creare zizzania.
- Smettila di trollare su quel forum!
- Stop trolling that forum!

2. Twittare: deriva da tweet che in inglese è il cinguettio degli uccelli ma anche una serie di brevi pensieri non connessi tra loro; per questo oggi fa riferimento ai messaggi di 140 caratteri che possono essere postati su qualsiasi argomento sul popolare social network Twitter.
- Tweet me your phone number.
- Twittami il tuo numero di telefono.

3. Postare: deriva dal verbo inglese to post che vuol dire pubblicare, e si utilizza quotidianamente per parlare di qualsiasi contenuto (foto, testo, tweet) pubblicato sui social network.
- Have you already posted the pictures of our trip?
- Hai postato le foto del nostro viaggio?

4. Chattare: deriva dal verbo to chat, ovvero chiacchierare, ma nel gergo di internet fa riferimento a tutte le conversazioni scritte che avvengono attraverso i social.
- Are you chatting with other girls?
- Stai chattando con altre ragazze?

5. Googlare: deriva dal verbo inglese to google cioè cercare sul motore di ricerca Google, ed è uno degli inglesisimi più usati.
- If you don’t know that, just google it!
- Se non lo sai allora googlalo!

6. Bloggare: deriva dal verbo to blog, ovvero partecipare ad un blog o scriverne i contenuti.
- Pamela doesn’t go out much. She’s too busy blogging about her cookery classes.
- Pamela non esce molto. È troppo impegnata a bloggare sul suo corso di cucina.

7. Editare: deriva dall’inglese to edit e vuol dire modificare il contenuto di un messaggio, un testo o un post.
- How do I edit a post I’ve already shared?
- Come faccio a editare un post che ho già condiviso?

8. Taggare: deriva dall’inglese to tag che vuol dire letteralmente etichettare. Nello slang di internet significa identificare una persona in una foto o in un aggiornamento di stato.
- Don’t tag me in this picture, I don’t like it!
- Non mi taggare in questa foto, non mi piace!

9. Flaggare: deriva dall’inglese to flag, cioè segnalare qualcuno o qualcosa.
- Judith95 keeps trolling the forum. We must flag her comments to the moderators.
- Judith95 continua a trollare sul forum. Dobbiamo flaggare i suoi commenti ai moderatori.

10. Brandizzare: deriva dal verbo inglese to brand e vuol dire caratterizzare un prodotto apponendogli un brand per renderlo più riconoscibile.
- We should brand our blog contents if we want people to recognise our products.
- Dovremmo brandizzare i contenuti del blog se vogliamo che la gente riconosca i nostril prodotti.

E voi? Quanti altri inglesismi utilizzare ogni giorno senza quasi rendervene conto?

Reference:





Viviamo in un mondo senza confini?



Parag Khanna, uno tra i pensatori ed esperti di geopolitica più influenti al mondo, in questo intervento tenuto presso TED ci spiega perché i confini tra Stati sono in realtà molto diversi da quelli disegnati nella mappa politica.

Se guardiamo la mappa politica osserviamo 200 Stati, probabilmente il numero più alto degli ultimi secoli. Eppure, in molti casi i confini tracciati non rispecchiano le dinamiche geopolitiche, il reale peso degli Stati ed il loro potere sulla scena globale.

Khanna fornisce tre esempi chiari di questo:

1. Il confine russo-cinese
Dalla mappa politica si vede che la Russia, il paese più grande del mondo, e la Cina, il paese più popoloso, condividono un lungo tratto di confine. Quel che non si vede nella mappa  è che la maggior parte dei 150 milioni di abitanti della Russia si concentra nelle province occidentali, vicine all'Europa, mentre l’estremo oriente è abitato da solo 6 milioni di russi. Dall’altra parte del confine ci sono però 100 milioni di cinesi … “Come in Mongolia, la Cina non sta conquistando la Russia, la sta solo affittando”, spiega Khanna.

2. Il Kurdistan
Nella mappa questo stato non si vede, perché in effetti non esiste. Il popolo curdo, una minoranza distribuita tra Turchia, Siria, Irak e Iran, è da oltre 3000 anni che si batte per uno stato indipendente. Ora, grazie alla minaccia dell’Isis e alla presenza degli oleodotti sui territori  sotto il loro controllo, sono vicini più che mai a chiedere raggiungere l’autonomia.

3. Il Nord Africa
“Di solito - spiega Khanna - “ogni anno o due si apre un nuovo oleodotto sotto il Mediterraneo, che collega il nord Africa e l'Europa. Non solo questo aiuta l'Europa a diminuire la propria dipendenza energetica dalla Russia, ma sempre più africani del nord dichiarano di non sentirsi mediorientali”. I confini della Libia, lo vediamo in questi giorni, sono una finzione: la fame di energia del Vecchio continente cambia violentemente gli equilibri geopolitici della regione.


Dice Khanna: “temiamo i cambiamenti della mappa, le guerre civili, le morti, dover imparare i nomi di nuovi paesi, ma l’inerzia dei confini esistenti è molto peggiore, e genera molta più violenza”. Dobbiamo guardare al mondo come ad un prisma multicolore: cercando quelle mappe e quei collegamenti che davvero contano e spiegano i grandi cambiamenti geopolitici in atto.

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È innegabile: i social media stanno modificando il nostro modo di parlare. Sempre più giovani e professionisti utilizzano o coniare nuovi termini prendendoli in prestito da quella che è la lingua franca per eccellenza: l’inglese.

Immaginate se quandici anni fa qualcuno si fosse rivolto a voi utilizzando parole come trollare, twittare, googlare, editare, postare o taggare. Avreste sicuramente aggrottato la fronte e avreste chiesto al vostro interlocutore di parlare in italiano.


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lunedì 3 ottobre 2016

Tradizioni del mondo: Dashain, i colori del Nepal e dell'India del Nord in festa



         Kolkata, India: Durga Puja Festival!



Dashain o Bijayā Daśamī è il festival più importante del Nepal e delle colline dell'India del Nord, Kalkutta compresa. Dura 15 giorni e quest'anno si celebra dal 2 al 16 Ottobre. 

Il Dashain simboleggia la vittoria della invincibile dea-madre Durga dalle molte braccia sul demone-bufalo Mahishasura, contro il quale nemmeno Shiva e Vishnu possono sperare di vincere. E' la vittoria del bene sul male, espressa da una delle religioni più antiche del mondo. 


E' una festa sentitissima, piena di colori e di rituali, che spinge moltitudini di nepalesi e indiani a ritornare a casa per celebrare, tramite giganteschi pandal (strutture temporanee), la Dea Durga. Ogni anno sono sempre più numerosi gli stranieri e le star di Bollywood che si aggiungono alla festa.  

I primi nove giorni del Dashain simboleggiano la lotta contro Mahishasura, il decimo celebra la sua sconfitta mentre negli ultimi cinque giorni si festeggia la Dea Durga, di cui si chiede la benedizione e che viene pregata come una Dea Madre. E' uno spettacolo vedere, sempre negli ultimi cinque giorni, le famiglie dare la benedizione ai giovani che desiderano sposarsi. 

Il Dashain finisce con la notte di luna piena, detta Kojagrat Purnima o Kojagrata, che significa "essere risvegliati". 

In preparazione a questo festival tutte le case vengono scrupolosamente pulite, decorate e spesso ritinteggiate come invito alla Dea Madre cosicché possa far visita alla casa e portare buona fortuna e benedizione; ci si scambiano regali, abiti nuovi e anche le famiglie più povere possono consumare dei pasti a base della carne degli animali che vengono sacrificati agli dei in occasione di speciali cene chiamate Nakhtyā.

Tra le altre tradizioni, dopo le visite dei familiari si  riceve vicendevolmente la tika,  un impasto di riso e polvere rossa  impressa sulla fronte dei visitatori a mo’ di benedizione.

E voi, avete mai partecipato a queste celebrazioni?  
Avete mai visto una cerimonia hindu o una caccia ai demoni?

Continuate a seguire il nostro blog per conoscere le culture e le lingue del mondo.

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