venerdì 20 settembre 2013

grammar spot – english grammar made easy

Tell or say?

He is a bad actor.
Tell him he is a bad actor.
Say to him he is a bad actor.
Say it nicely.

Say means to express (say) something in words (but not to someone) - orally
we do not mention the direct personal object (who receives the information)

He says he loves chocolate
I said I was late because I missed the bus
They said yes

Say to means to express (say) something in words (to someone)-orally
we mention the direct object (Him, her, them, us, it, James, the girls)

Every morning he says to me that he missed the bus
What is the dumbest thing you can say to your boss
What the president has to say to the people

Tell means to express (say) something in words (to someone)-orally or in writing
we mention or imply the direct object (Him, her, them, us, it, James, the girls)

Every morning he tells me he loves me
Putin told the Americans that he didn’t agree with them over Syria
Tell (us) a story
The story tells (us) of a time many years ago

Review
Tell/say to- express (say) to someone
Say- express (say) out loud but to no one in particular

He said that he needed a change and so we told him to quit his job

The forecasters said it would rain so we told the kids to go home.

I said I wasn’t going to tell anybody about the problem, but then I changed my mind and said to James that something fishy was going on!




test yourself!
http://www.usingenglish.com/quizzes/83.html
 

 easy peasy!



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10 parole "trending" che devi conoscere



















“Trending” sono la tv e le celebrità, gli hashtag e i fenomeni mediatici, i web feed e le pagine più cliccate, “trending” sono i termini più in uso per ciò che è più popolare, ciò che sta accadendo in questo momento, ciò che è più caricato o scaricato, ciò che gli altri ci dicono che ci piace, non ci piace o dobbiamo seguire.

“Trending” è un neologismo riferito a tutto ciò che è di tendenza o lo è diventato attraverso la diffusione via Internet, solitamente grazie ai social network e ai siti di news.

Ecco quindi 10 termini “trending” che devi assolutamente conoscere se vuoi parlare l’inglese moderno ed essere trendy.

Cominciamo con qualcosa di cool…

1.YOLO 
“You only live once” ovvero Si vive una volta sola, quindi vivi la tua vita al meglio: da usare quando si parla di qualcosa di folle, di correre un rischio o di mettere in discussione una situazione. Ad esempio: “I hate my job, should I quit?” “YOLO” (“Odio il mio lavoro, che faccio, mi licenzio?” “Si vive una volta sola!”)

Passiamo al vivere sano…

2.Demitarian
Il “demitarian” (demitariano) è una persona che mangia la metà (demi) dei prodotti di origine animale che consumerebbe normalmente per ridurre l’impatto ambientale e/o per motivi salutisti. Da non confondere con un “flexitarian” che è praticamente un “flexible vegetarian”, ovvero un vegetariano flessibile che mangia solo occasionalmente prodotti di origine animale.

E continuiamo con…

3. Farm-to-table
Acquistare prodotti direttamente presso una “farm” (azienda agricola) piuttosto che attraverso la distribuzione di massa. E’ considerata una buona pratica perché il cibo è più fresco, è a km zero e quindi più sano e più ecosostenibile. E già che ci siamo, il “locavore” (locavoriano): chi mangia esclusivamente cibo coltivato localmente.
 

E che dire dei “demitarian locavores” (nessuna delle due parole è riconosciuta dal correttore automatico di word)? Da evitare, probabilmente; ma visto che siamo stati responsabili fino ad ora, parliamo anche di…

4. Third-gender
Un “third-gender” (terzo genere) è una persona che non si identifica né come uomo né come donna. Anche se i third-gender hanno avuto un riconoscimento giuridico per un certo tempo, il movimento che al giorno d’oggi si batte contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e il riconoscimento dei matrimoni tra omosessuali ha aiutato i third gender a venire allo scoperto nel mondo occidentale.

E tornando al lavoro, o forse no…

5. Self-interrupt
Fare una breve pausa dal lavoro per controllare email, Twitter, Facebook, ecc. Gli impiegati d’ufficio fanno “self-interrupt” più o meno ogni 3 minuti. (fonte: plus.google.com)

E sempre a proposito di lavoro, ecco…

6. Work-life merge
Lavoro e vita privata grazie alla tecnologia mobile si sono mischiati, e tutti siamo costantemente reperibili. Da non confondersi con “work-life balance”, ovvero dare priorità o comunque trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata. Ad esempio, io vado in palestra ogni martedì mattina ma rispondo alle mail di lavoro la domenica.

Che probabilmente è il motivo per cui si verificano spesso casi di…

7. Positive procrastination
Lavorare su un obiettivo produttivo per evitare di lavorare su un altro meno piacevole, come ad esempio riordinare la scrivania piuttosto che scrivere un report da consegnare domani.

Ed anche il motivo per cui abbiamo bisogno di una…

8. Bucket list
Una lista di cose da fare prima di morire (dallo slang “kick the bucket”- morire), come lanciarsi con un paracadute, soffiare il vetro, visitare l’Africa, mangiare ragni…il mio collega ha appena depennato dalla sua bucket list “soffiare il vetro” (il che significa che ha sempre voluto farlo, e finalmente c’è riuscito).

Ma ecco una fantastica parola “trending”…

9. Aha moment!
Il momento in cui improvvisamente trovi un senso a qualcosa e dici “aha!” (a-ah!). Un momento di improvvisa realizzazione, ispirazione o comprensione: “When did you realize that you were in love? When was that aha moment?” (“Quando hai capito di essere innamorato? In che momento hai detto a-ah!”?)

Ed eccone un’altra per concludere in modo divertente…

10. Photo bomb
Rovinare la foto di qualcuno che è messo in posa comparendo all’improvviso facendo una smorfia. Tutti amiamo rovinare una foto seria!


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 10 English “trending” terms you need to know

 Let’s start with something hip…

1.YOLO
-You only live once- so live life to the fullest, use it when you talk about doing something crazy, or taking a risk or question a situation. Like “I hate my job, should I quit?” “YOLO”

and on to healthy…
2.Demitarian
A person who eats half (demi) of the animal products that they would normally eat to reduce environment impact and/or for health reasons. Not to be confused with a “flexitarian” who is basically a flexible vegetarian who occasionally eats animal products.

Which leads us to

3. Farm-to-table
Buying directly from a farm instead of through mass distributors. Considered a better option because it is fresher, local, and therefore healthier and more environmentally friendly. And while we’re at it, what about “locavore” – we had carnivore, omnivore and now locavore: someone who only eats food that is locally grown.


What about “demitarian locavores”? (neither word is yet in my spell check) Best avoided probably; as we’re being conscientious let’s cover…

4. Third-gender

Trending is TV and celebrities, hashtags and memes, news feeds and hot searches, trending is the popular term for popular stuff, what’s going on now, what’s uploaded and downloaded what others says we should be following, liking, or disliking. “Trending” is a neologism for something that is trendy, and has become trendy through propagation via the Internet, usually via social networking and news sites, so here are ten trending buzzwords you need to know to speak modern english.

A person who identifies as neither male nor female, although in many countries the third-gender have had legal identity for some time, the current movement towards abolishing discrimination based on sexual orientation and acceptance of gay marriage have helped third-gender individuals come to light in the western world.


And getting back to work, or maybe not…

5. Self-interrupt
To take a quick break from work to check email, Twitter, Facebook, etc. Office workers are interrupted, or self-interrupt, roughly every three minutes. -[https://plus.google.com 12 December 2012]


And on the topic of work, we now have the…

6. Work-life merge
Work and private life have merged due to mobile technology so people are permanently switched on. Not to be confused with “work-life balance” which is prioritizing and finding a balance between work and private life. For example I go to the gym on Tuesday mornings but answer work emails on Sunday.


Which is probably why we often get a case of…

7. Positive procrastination
This is when you work on one productive task to avoid working on another less pleasurable one like cleaning off your desk instead of writing a report due tomorrow.


And why we need a…

8. Bucket list
A list of things you want do before you die, (derived from the slang “kick the bucket”- to die) like skydiving, glass blowing, visit Africa, eat spiders - my colleague just crossed glass blowing off his bucket list (that means he has always wanted to do it and he just did it.)


Here’s a great trending term…

9. Aha moment!
The moment when it suddenly makes sense, the moment when you go aha! A moment of sudden realization, inspiration or recognition: “When did you realize that you were in love? When was that aha moment?”


And another to finish on a fun note…

10. Photo bomb
Ruining someone’s posed photo by jumping into it or making a funny face.  We all love to ruin a serious photo


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Le immagini presenti in questo post sono prese da internet, e considerate di dominio pubblico. Qualora infrangessero copyright, siamo a completa disposizione per rimuoverle prontamente   


I significati dei colori nelle diverse culture



















Verde di invidia, verde per dire “via!”, verdi sono i soldi e il capitalismo, il movimento ecologista, la meditazione Heart Chakra o anche l’amore e la resurrezione; è la domenica per la Chiesa Cattolica e un segno di pellegrinaggio verso La Mecca in una casa dipinta, è il paradiso in Iran e la sicurezza in Europa,  la speranza in Portogallo e la vita eterna in Giappone; in Cina, se hai un cappello verde significa che sei un cuckold.

Il 90% delle persone basa il proprio giudizio su un prodotto o una persona sul colore*, mentre l’80% delle persone basa la propria decisione sull’acquisto di un prodotto soltanto sul colore. Le diverse culture attribuiscono significati diversi ai colori, quindi se si lavora a livello internazionale si deve sapere quali concetti ogni cultura associa ad un colore: nessuno vorrebbe comunicare un significato sbagliato scegliendo un colore sbagliato; il colore sbagliato di un brand, il colore sbagliato di una camicia, il colore sbagliato dei fiori possono essere deleteri per gli affari.

Rosso
Nord America: forza, passione, velocità, amore
Giappone: difficoltà, vita
Cina: festa, buon augurio
India: purezza
Sud America: lutto
Ebrei: sacrificio e peccato

Blu
Nord America: fiducia, responsabilità
Turchia: morte
Cina: sfortuna, immortalità
India: umiltà
Paesi dell’Est: protezione
Iran: lutto, paradiso, spiritualità

Giallo
Nord America e Europa: calore, sole, felicità, gioia
Cina e India: sacralità
Egitto: lutto
Giappone: coraggio

Viola
Occidente: spiritualità, dignità, regalità
Brasile e Thailandia: morte e lutto

Bianco
Occidente: purezza, candor, pulizia
Cina e alcuni paesi dell’Africa: morte, lutto
Giappone: colore preferito
India: infelicità

Arancione
Europa: autunno, creatività, raccolto
USA: Halloween
Induismo: sacralità

Nero
Occidente: eleganza, seduzione, morte e lutto
Cina: colore dei giovani
Thailandia: sfortuna, infelicità
Ebrei: infelicità, sofferenza, male
Aborigeni australiani: colore del popolo, cerimoniale


*CCICOLOR - Institute for Color Research


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Colors across cultures

Green with envy, green means go, it’s money and capitalism, green is the environmental movement, the Heart Chakra, it’s love and resurrection, it’s Sunday in a catholic church and a sign of a pilgrimage to mecca in a painted house, in Iran it’s paradise, in Europe safety, in Portugal hope, in japan eternal life and in China a green hat means you’re a cuckold.

90% of people base their subconscious judgments of a person or a product based on color*, while 80% of people base their buying decision on color. Different cultures ascribe different meanings to colors so when working internationally you need to know how each culture identifies with a color, you don’t want to convey the wrong meaning by getting the color choice wrong, the wrong color for branding, the wrong color shirt, or even the wrong color flowers can be detrimental to business.

Red
North America: strength, passion, speed, love
Japan: difficulty, life
China: celebration, good cheer
India: purity
South America: mourning
Hebrews: sacrifice and sin

Blue
North America: trust, responsibility
Turkey: death
China: misfortune, immortality
Indian: humble
The East: protection
Iran: mourning, paradise, spirituality

Yellow
North American & Europe: warmth, sun, happiness, joy
China & India: that which is sacred
Egypt: mourning
Japan: courage

Purple
The west: spirituality, dignity, royalty
Brazil, & Thailand: death & mourning

White
The West: Purity, candor, cleanliness
China & Parts of Africa: death, mourning
Japan: favorite color
India: unhappiness

Orange
Europe: autumn, creativity, harvest
USA: Halloween
Hinduism: sacredness

Black
The West: elegance, seduction, death & mourning
China: for the young
Thailand: bad luck, unhappiness
Hebrews: unhappiness, evil, suffering
Australian aborigines: color of the people, ceremonial

*CCICOLOR - Institute for Color Research



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venerdì 30 agosto 2013

La comunicazione interculturale veicolo per l’internazionalizzazione


La torre di Babele, Bruegel


La comunicazione interculturale, cioè la forma di dialogo tra culture diverse resa sempre più importante dal mondo globalizzato, viene ancora troppo spesso interpretata come un concetto astratto - soprattutto dalle piccole e medie imprese. Proprio quelle società con la maggior necessità di approfondire l’argomento. Secondo uno studio dell’Unione Europea infatti una impresa europea su cinque si trova in difficoltà in presenza di differenze culturali, con un danno potenziale di business assicurato.

Vediamo allora alcuni vantaggi pratici nel migliorare la comprensione interculturale:

-condurre trattative
-descrivere l’attività sul sito internet dell’azienda
-conformarsi alla legislazione e alle normative locali
-preparare i dipendenti a trasferte o periodi di lavoro all’estero
-fornire assistenza alla clientela e assicurare la qualità del servizio post-vendita
-ottenere pagamenti e recuperare crediti
-preparare e lanciare con successo campagne pubblicitarie all’estero
-condurre ricerche sul mercato estero
-selezionare e gestire agenti o distributori locali
-presentare offerte per appalti pubblici
-conoscere le differenza culturali nei gesti

Riguardo all'ultimo punto, le differenze nella cultura dei gesti possono essere fonte di grande imbarazzo, quindi è bene conoscerle. Attenzione a questi 3 esempi:

- nei paesi anglosassoni il segno V, con il palmo della mano ruotato verso di se, è un insulto sessuale.

- in Brasile il nostro gesto “ok” è l’equivalente del gesto con il dito medio!

- in Giappone mostrare i denti è un atto di grave scortesia, quindi attenzione quando ridete!

Nandita Gujar, responsabile risorse umane del colosso indiano dell’IT Infosys, spiega in maniera semplice l’importanza della comunicazione interculturale: “Noi siamo una impresa globale, semplicemente non possiamo crescere senza il knowhow e l’esperienza per affrontare le altre culture”. Il knowhow parte proprio dalla comunicazione interculturale, evitando così che il tuo business diventi una torre di babele.


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martedì 27 agosto 2013

Aumenta l'export con i consigli della Commissione Europea


















“If I’m selling to you, I speak your language. If I’m buying, dann müssen Sie Deutsch sprechen!” (Willy Brandt, former German Chancellor)

 “Se ti vendo qualcosa, parlo la tua lingua, ma se vuoi vendere qualcosa a me, dann müssen Sie Deutsch sprechen!” (devi parlare tu tedesco)  (Willy Brandt, ex cancelliere tedesco)



Una ricerca condotta dalla Commissione europea sulle piccole e medie imprese esportatrici evidenzia come l’insufficiente conoscenza delle lingue straniere sia un problema europeo (quindi non solo italiano) estremamente serio, provocando la perdita reali di opportunità di business (almeno 40 milioni di euro stimati dalle 200 imprese intervistate).

Lo studio indica quattro consigli per implementare la corretta strategia linguistica e aumentare le esportazioni (tra parentesi, segnaliamo casi aziendali e testimonianze):

1. Impiego di società locali per risolvere problemi linguistici

“per le 200 aziende intervistate, l’impiego di traduttori e/o interpreti professionisti ha contribuito ad incrementare il fatturato del 7,4%“

2. Assunzione di personale madrelingua

“l’azienda ha cominciato a comunicare con il mercato spagnolo in inglese, ma non riusciva a faro in modo adeguato. Nonappena ha assunto un dirigente in grado di parlare perfettamente spagnolo, la situazione è radicalmente miglirata” (Fotona, Slovenia)

3. Scelta di personale dipendente già in possesso di competenze linguistiche

“uno studio sui responsabili delle assunzioni a livello internazionale ha riscontrato che nove capi del personale su dieci considerano la capacità di parlare un’altra lingua un elemento fondamentale per avere successo in Europa, Asia-Pacifico e America Latina”

4. Elaborazione di un piano di strategia linguistica

“il successo dell’azienda è in parte dovuto alla strategia di gestione linguistica. La compagnia ha assunto personale con le competenze linguistiche richieste sui mercati tedesco, francese, russo, statunitense e ucraino, e il suo sito internet è tradotto in ciascuna di queste lingue” (Baest, Repubblica Ceca)

Affidandosi ad una società di consulenza linguistica le aziende possono contare sul supporto di un partner globale in grado di assisterle con servizi linguistici a 360° e di aiutarle nella formulazione della strategia linguistica vincente.


… e qui sotto riportiamo le lingue più usate dalle PMI europee per le esportazioni:


1.inglese        51%
2.tedesco     13%
3.francese      9%
4.russo              8%
5.spagnolo      4%
6. altre           15%



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martedì 20 agosto 2013

Sognando l’America

Delicious Greek-style yogurt















I sogni possono ancora diventare realtà in America – per chiunque e da qualunque parte del mondo arrivi. Hamdi Ulukaya, un cittadino turco di etnia curda e figlio di un umile pastore arrivò negli States nel 1994 per imparare l’inglese portando con sé solo 3.000 $ . Oggi è miliardario.

Nel 2005 vide in vendita una vecchia fabbrica di yogurt dismessa in una piccola città nello stato di New York e gli apparve una visione: usare la sua esperienza e know-how per produrre yogurt magro greco (il quale, per vostra info, è assolutamente delizioso) e proporlo come alternativa agli yogurt americani, dolci e pieni di zuccheri. Un sogno e un rischio, visto che Hamdi possedeva la green card ma non era  cittadino americano. Tuttavia, le banche e le associazioni di piccole imprese statunitensi lo aiutarono fornendogli prestiti, garanzie e consigli su come iniziare l’attività.

Nel giro di un paio di mesi Chonabi yogurt era già una realtà. Hamdi perfezionò la sua ricetta e ricevette un ordine dal suo primo negozio, che andò esaurito velocemente. Seguirono ordinativi sempre più grandi mentre il 41enne immigrato migliorò le sue capacità manageriali e finanziarie attraverso la pratica (non aveva alcuna laurea o precedente esperienza aziendale) fino a portarlo a dar lavoro a oltre 3.000 persone e a ridar vita a piccole aree economicamente depresse. L’America è ancora la terra delle opportunità, quindi continua a sognare.


Referenze: Newsweek, 1 Luglio 2013

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Dreams America

Dreams still can come true in America – for anyone from anywhere. Hamdi Ulukaya, a Turkish Kurd and the son of a simple shepherd moved to the States to learn English in 1994 with only $3.000 in his pocket – today he is a billionaire.

In 2005 He saw a defunct yogurt factory for sale in a small town in New York and a vision came to him, he could, using his cultural knowledge and experience, produce strained Greek-style yogurt (which fyi is absolutely delicious and fulfilling) as an alternative to the sweet sugary American yogurts. It was a dream and a risk, but even though he carries a green card and is not an American citizen the American banks and small business associations helped him out with loans, guarantees and advice on how to go about it.

Within just a couple of months Chobani yogurt was born; he perfected his recipe and received an order from his first store, which quickly sold out – new and larger orders followed, while Hamdi, 41, brushed up on his business and financial skills through practice (he has no degree or prior manufacturing experience) his company took off and he currently provides jobs for over 3,000 people and has consequently revived small economically depressed areas. America is still the land of opportunity, so keep dreaming.


Source: Newsweek July 1, 2013

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