lunedì 24 ottobre 2016

Sala Stampa: i dipendenti pubblici del Comune di Milano alla prova d'inglese (Corriere)

Polizia locale, Milano













Un corso di inglese? Certo, perché no? La reazione dei dipendenti comunali alla richiesta del sindaco di migliorare la conoscenza della lingua che permette di comunicare con la maggior parte dei turisti stranieri, sembra essere positiva. Nessuna barricata, anzi. 

Sabato, interpellato in occasione della celebrazione dei festeggiamenti per i 110 anni della Cgil, alla Camera del Lavoro, Sala aveva detto che «in una città internazionale come Milano, anche noi che lavoriamo in Comune, quantomeno chi si confronta con il pubblico, deve fare uno sforzo in più sull’inglese». 

In piazza della Scala, i due giovani agenti della polizia municipale in pattuglia davanti a Palazzo Marino assicurano (e lo dimostrano all’arrivo del primo turista in cerca del Duomo) che l’inglese lo masticano già. Lo stesso in piazza Castello anche se, sì, ammettono, è un inglese scolastico, che potrebbe essere migliorato.





Formazione linguistica online: funziona davvero?


























Sembra che imparare una lingua non sia mai stato così facile. Le nostre email così come le nostre pagine Facebook e google ads pullulano di pubblicità che promuovono piattaforme dai metodi innovativi che ci promettono di diventare fluenti in più lingue in pochissimo tempo senza dover fare quasi niente, stando comodamente seduti sulle nostre poltrone o nei nostri uffici. 

Affermazioni quali “imparare una lingua in due settimane” e “come parlare 11 lingue all’età di sette anni” sono veramente attendibili? Queste piattaforme sono davvero strumenti così efficaci? 

Grazie ad una società sempre più interconnessa e alla pervasività di dispositivi tecnologici nella nostra vita privata e lavorativa, l’online learning sta diventando un’alternativa reale ai tradizionali metodi di apprendimento. Quali sono le cose da sapere quando ci si mette alla ricerca di un corso di inglese online? Vediamo quali sono i pro e i contro.

PRO

Quando vuoi, dove vuoi 
I contenuti relativi al programma di studio possono essere disponibili in ogni momento e da qualunque luogo si trovi lo studente. È lo studente che decide quanto e quando studiare, e decide inoltre le tempistiche relative al raggiungimento degli obiettivi didattici.

Costo contenuto 
Imparare una lingua tramite piattaforme di studio costa meno nel breve termine che recarsi in una scuola oppure avere un insegnante. 

Quantità di informazioni 
Le piattaforme di appredimento online posso avere accesso ad una vasta quantità di conoscenze e informazioni in base alle abilità di coloro che si occupano dello sviluppo dei contenuti.

Divertente
C’è una certa soddisfazione nel cliccare vero o falso, indovinare la risposta giusta, spremersi le meningi per completare un cruciverba e guardare video. Queste attività costituiscono la stessa forza che ci spinge a passare del tempo guardando video o giocando con i video games. 

Consolidamento 
L’acquisizione di abilità linguistiche è un’esperienza multisensoriale e multidisciplinare. La varietà delle attività proposte aiuta a praticare la lingua in diverse situazioni. 

Contenuti 
È possibile adattare i contenuti di un programma didattico secondo le esigenze specifiche dello studente. I contenuti proposti trattano aree semantiche molto specifiche, ad esempio: inglese per il turismo, inglese per le costruzioni, ecc., pur essendo inevitabilmente standardizzati.

Lo studente è al centro
Lo studente è autonomo. È lui stesso a decidere cosa imparare, ed è per questo che è responsabile della sua performance, la quale può essere utile per programmi di formazione a lungo termine e per le sue capacità di problem solving. 

CONTRO

Motivazione e iniziativa 
Perché facciamo le cose? Perché a volte non ne abbiamo voglia? Ci sono molti elmenti complessi e teorie dietro il concetto di motivazione: intrinseca, estrinseca, basata sugli obiettivi, e temporale. Imparare una lingua è un progetto a lungo termine e anche la motivazione più forte può svanire quando non vi è l’allineamento di determinati fattori. La motivazione è il parametro più importante per misurare le probabilità di successo di un programma didattico. 

Tasso di abbandono 
Studi dimostrano che meno del 10% degli individui che iniziano un corso online lo portano a termine, generando così un tasso totale di abbandono del 90%. Il 70% di individui che seguono un corso nell’ambito della formazione aziendale non riesce a portare a termine le attività didattiche incluse nel programma di apprendimento online, mentre invece il tasso di abbandono relativo ai corsi tradizionali si aggira intorno al 3%. 

Stare al passo 
Molti studenti dimenticano di completare le attività didattiche a causa di una mancanza di routine e di orari fissi. Un corso online richiede una continua supervisione da parte dell’insegnante, o una policy molto stringente per quanto riguarda il completamento delle attività didattiche con lo scopo di ridurre il tasso di abbandono e di mantenere un tasso di ritorno sull’investimento effettuato. 

Siamo pronti? 
Molte persone non sono ancora convinte che l’online learning sia davvero efficace. 

Apprendimento attivo
L’apprendimento linguistico è un processo di applicazione delle conoscenze. Il limite più grande dell’apprendimento online è che si fatica a trasferire e utilizzare nuove conoscenze in situazioni relative alla vita reale. 

Mancanza di interazione
Imparare una lingua vuol dire interagire. L’interazione è alla base del processo di apprendimento linguistico. Il linguaggio del corpo e l’interazione face-to-face contano tanto quanto la conoscenza della grammatica. Il confronto e lo scambio di informazioni e opinioni sono fondamentale. 

Stili di apprendimento
I corsi online, a differenza di insegnanti preparati, non tengono in considerazione che a individui diversi corrispondono stili di apprendimento e di insegnamento diversi. L’insegnante, nei corsi tradizionali, può adattare le attività e il contenuto delle lezioni a seconda dello stile di apprendimento, degli interessi, dei bisogni, e dei progressi dello studente. 

Utilizzo della lingua in modo efficace
Ci sono molti programmi di apprendimento online che sono stati strutturati da tecnici e non da specialisti del campo della didattica. In tal caso, le migliori pratiche di apprendimento e di utilizzo di determinati contenuti non sempre si traducono in un utilizzo efficace della lingua in una moltitudine di contesti comunicativi. 

Qual è il corso giusto per me?

I corsi di lingua online possono essere un grande strumento per acquisire nuove conoscenze linguistiche, consolidarle, e metterle in pratica divertendosi. Tuttavia c’è un basso tasso di applicazione delle conoscenze e un elevato tasso di abbandono. 

Il ruolo dell’insegnante è fondamentale per quanto riguarda l’adattamento dei contenuti in relazione alle necessità individuali dello studente, l’attivazione della lingua in contesti comunicativi di vita reale, e infine la designazione di obiettivi didattici raggiungibili e misurabili dal punto di vista dell’andamento e delle tempistiche di raggiungimento. Questo può esponenzialmente aumentare la motivazione e ridurre il tasso di abbandono migliorando in maniera significativa i risultati didattici.  

Bisogna raggiungere un giusto equilibrio tra la flessibilità dei corsi online e il valore instrinsico di programmi didattici adattati secondo le esigenze individuali degli studenti. La combinazione di questi due elementi è uno strumento potentissimo per il raggiungimento degli obiettivi didattici. 

Reference: 



maka language consulting



lunedì 17 ottobre 2016

10 inglesismi dal mondo dei social media che non puoi fare a meno di conoscere ...










È innegabile: i social media stanno modificando il nostro modo di parlare. Sempre più giovani e professionisti utilizzano o coniare nuovi termini prendendoli in prestito da quella che è la lingua franca per eccellenza: l’inglese.

Immaginate se quandici anni fa qualcuno si fosse rivolto a voi utilizzando parole come trollare, twittare, googlare, editare, postare o taggare. Avreste sicuramente aggrottato la fronte e avreste chiesto al vostro interlocutore di parlare in italiano.


Continua a leggere qui.


maka language consulting
www.makaitalia.com



venerdì 14 ottobre 2016

10 inglesismi dal mondo dei social media che non puoi fare a meno di conoscere










È innegabile: i social media stanno modificando il nostro modo di parlare. Sempre più giovani e professionisti utilizzano o coniano nuovi termini prendendoli in prestito da quella che è la lingua franca per eccellenza: l’inglese. 


Immaginate se quandici anni fa qualcuno si fosse rivolto a voi utilizzando parole come trollare, twittare, googlare, editare, postare o taggare. Avreste sicuramente aggrottato la fronte e avreste chiesto al vostro interlocutore di parlare in italiano.

Alcuni dei cambiamenti linguistici sono davvero inevitabili, in quanto riempiono un vuoto semantico: nella frenetica vita d’ufficio è sicuramente più semplice e immediato dire: “Mi potresti zippare la directory?” invece di “Potresti creare un archivio di file formato zip relativo all’elenco dei nostri contatti?”.

Ma altre parole importate dall’inglese sono i cosiddetti “prestiti di lusso”, ovvero sinonimi di alcuni concetti semplici che potrebbero essere tranquillamente espressi in italiano come schedulare invece di fissare una data; brieffare invece di informare, fare un riassunto; forwardare invece di inoltrare; e infine stoppare invece di fermare.

Ecco 10 inglesismi presi dal mondo dei social media che non puoi fare a meno di conoscere:

1. Trollare: deriva da troll, originariamente un essere dall’aspetto sgradevole e di natura demoniaca ostile agli esseri umani che nello slang di internet è chi posta di proposito messaggi offensivi e provocatori in forum o chat allo scopo di creare zizzania.
- Smettila di trollare su quel forum!
- Stop trolling that forum!

2. Twittare: deriva da tweet che in inglese è il cinguettio degli uccelli ma anche una serie di brevi pensieri non connessi tra loro; per questo oggi fa riferimento ai messaggi di 140 caratteri che possono essere postati su qualsiasi argomento sul popolare social network Twitter.
- Tweet me your phone number.
- Twittami il tuo numero di telefono.

3. Postare: deriva dal verbo inglese to post che vuol dire pubblicare, e si utilizza quotidianamente per parlare di qualsiasi contenuto (foto, testo, tweet) pubblicato sui social network.
- Have you already posted the pictures of our trip?
- Hai postato le foto del nostro viaggio?

4. Chattare: deriva dal verbo to chat, ovvero chiacchierare, ma nel gergo di internet fa riferimento a tutte le conversazioni scritte che avvengono attraverso i social.
- Are you chatting with other girls?
- Stai chattando con altre ragazze?

5. Googlare: deriva dal verbo inglese to google cioè cercare sul motore di ricerca Google, ed è uno degli inglesisimi più usati.
- If you don’t know that, just google it!
- Se non lo sai allora googlalo!

6. Bloggare: deriva dal verbo to blog, ovvero partecipare ad un blog o scriverne i contenuti.
- Pamela doesn’t go out much. She’s too busy blogging about her cookery classes.
- Pamela non esce molto. È troppo impegnata a bloggare sul suo corso di cucina.

7. Editare: deriva dall’inglese to edit e vuol dire modificare il contenuto di un messaggio, un testo o un post.
- How do I edit a post I’ve already shared?
- Come faccio a editare un post che ho già condiviso?

8. Taggare: deriva dall’inglese to tag che vuol dire letteralmente etichettare. Nello slang di internet significa identificare una persona in una foto o in un aggiornamento di stato.
- Don’t tag me in this picture, I don’t like it!
- Non mi taggare in questa foto, non mi piace!

9. Flaggare: deriva dall’inglese to flag, cioè segnalare qualcuno o qualcosa.
- Judith95 keeps trolling the forum. We must flag her comments to the moderators.
- Judith95 continua a trollare sul forum. Dobbiamo flaggare i suoi commenti ai moderatori.

10. Brandizzare: deriva dal verbo inglese to brand e vuol dire caratterizzare un prodotto apponendogli un brand per renderlo più riconoscibile.
- We should brand our blog contents if we want people to recognise our products.
- Dovremmo brandizzare i contenuti del blog se vogliamo che la gente riconosca i nostril prodotti.

E voi? Quanti altri inglesismi utilizzate ogni giorno senza quasi rendervene conto?

Reference:





10 inglesismi dal mondo dei social media che non puoi fare a meno di conoscere










È innegabile: i social media stanno modificando il nostro modo di parlare. Sempre più giovani e professionisti utilizzano o coniano nuovi termini prendendoli in prestito da quella che è la lingua franca per eccellenza: l’inglese. 

Immaginate se quindici anni fa qualcuno si fosse rivolto a voi utilizzando parole come trollare, twittare, googlare, editare, postare o taggare. Avreste sicuramente aggrottato la fronte e avreste chiesto al vostro interlocutore di parlare in italiano.

Alcuni dei cambiamenti linguistici sono davvero inevitabili, in quanto riempiono un vuoto semantico: nella frenetica vita d’ufficio è sicuramente più semplice e immediato dire: “Mi potresti zippare la directory?” invece di “Potresti creare un archivio di file formato zip relativo all’elenco dei nostri contatti?”.

Ma altre parole importate dall’inglese sono i cosiddetti “prestiti di lusso”, ovvero sinonimi di alcuni concetti semplici che potrebbero essere tranquillamente espressi in italiano come schedulare invece di fissare una data; brieffare invece di informare, fare un riassunto; forwardare invece di inoltrare; e infine stoppare invece di fermare.

Ecco 10 inglesismi presi dal mondo dei social media che non puoi fare a meno di conoscere:

1. Trollare: deriva da troll, originariamente un essere dall’aspetto sgradevole e di natura demoniaca ostile agli esseri umani che nello slang di internet è chi posta di proposito messaggi offensivi e provocatori in forum o chat allo scopo di creare zizzania.
- Smettila di trollare su quel forum!
- Stop trolling that forum!

2. Twittare: deriva da tweet che in inglese è il cinguettio degli uccelli ma anche una serie di brevi pensieri non connessi tra loro; per questo oggi fa riferimento ai messaggi di 140 caratteri che possono essere postati su qualsiasi argomento sul popolare social network Twitter.
- Tweet me your phone number.
- Twittami il tuo numero di telefono.

3. Postare: deriva dal verbo inglese to post che vuol dire pubblicare, e si utilizza quotidianamente per parlare di qualsiasi contenuto (foto, testo, tweet) pubblicato sui social network.
- Have you already posted the pictures of our trip?
- Hai postato le foto del nostro viaggio?

4. Chattare: deriva dal verbo to chat, ovvero chiacchierare, ma nel gergo di internet fa riferimento a tutte le conversazioni scritte che avvengono attraverso i social.
- Are you chatting with other girls?
- Stai chattando con altre ragazze?

5. Googlare: deriva dal verbo inglese to google cioè cercare sul motore di ricerca Google, ed è uno degli inglesisimi più usati.
- If you don’t know that, just google it!
- Se non lo sai allora googlalo!

6. Bloggare: deriva dal verbo to blog, ovvero partecipare ad un blog o scriverne i contenuti.
- Pamela doesn’t go out much. She’s too busy blogging about her cookery classes.
- Pamela non esce molto. È troppo impegnata a bloggare sul suo corso di cucina.

7. Editare: deriva dall’inglese to edit e vuol dire modificare il contenuto di un messaggio, un testo o un post.
- How do I edit a post I’ve already shared?
- Come faccio a editare un post che ho già condiviso?

8. Taggare: deriva dall’inglese to tag che vuol dire letteralmente etichettare. Nello slang di internet significa identificare una persona in una foto o in un aggiornamento di stato.
- Don’t tag me in this picture, I don’t like it!
- Non mi taggare in questa foto, non mi piace!

9. Flaggare: deriva dall’inglese to flag, cioè segnalare qualcuno o qualcosa.
- Judith95 keeps trolling the forum. We must flag her comments to the moderators.
- Judith95 continua a trollare sul forum. Dobbiamo flaggare i suoi commenti ai moderatori.

10. Brandizzare: deriva dal verbo inglese to brand e vuol dire caratterizzare un prodotto apponendogli un brand per renderlo più riconoscibile.
- We should brand our blog contents if we want people to recognise our products.
- Dovremmo brandizzare i contenuti del blog se vogliamo che la gente riconosca i nostri prodotti.

E voi? Quanti altri inglesismi utilizzate ogni giorno senza quasi rendervene conto?

Reference: