lunedì 11 maggio 2015

9 parole italiane usate negli USA























Avreste mai pensato che la lingua italiana possa essere considerata “cool” nel moderno English Speaking World? Ebbene sì. Pensate che in America parlare la lingua di Dante è considerato altamente desiderabile, perché sinonimo di alta cultura. E così come noi italiani abbiamo l’abitudine di inserire parole inglesi nel nostro parlato, così il mondo anglosassone si appropria di alcuni nostri vocaboli. Scopriamone alcuni.

1) Vendetta: questa parola tipica della malavita italiana è diventata un must internazionale per descrivere la rivalità continua fra due fazioni

2) Manifesto: eh si, ogni volta che si devono scrivere obiettivi e finalità di un’associazione civile o politica you write a manifesto!

3) Motto: non dimentichiamoci che every manifesto needs its own motto!

4) A cappella: chi non ha mai cantato senza avere sotto una base musicale. Per alcuni di noi è meglio che la cosa rimanga sotto la doccia ... 

5) Maestro:  questa parola viene usata per indicare un esperto nel campo, soprattutto della musica, pianisti, direttori d’orchestra… Maestro, music please!

6) Fiasco: evento importante, tutto pronto, musicisti in linea, cantanti allineati, sala gremita. E i fischi si alzano dalla tribuna: mannaggia, dovevano restare a cantare sotto la doccia!

7) Cappuccino: una parola che si spiega da sola, eppure fate attenzione: se ordinate un cappuccino negli States aspettatevi una taglia extra large ... le dimensioni contano! 

8) Ghetto: un angolo di mondo in una città, un logo in cui si trovano sapori, gioie e problemi di una minoranza, un luogo che comunemente evitiamo ... 

9) Gran Finale: come potevamo non metterlo a conclusione della nostra rassegna: the gran finale is our best bet!


Se volete scoprire come usare parole italiane in contesto internazionale, o anche viceversa, venite a trovarci a maka!

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